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26 Maggio

Semplificazioni Iva per il contribuente in regime forfetario

di Studio Cerato Bana & Associati il 26/05/2016, in Iva ed altre imposte indirette, Imposte dirette
L’art. 1, co. 58-63, della Legge n. 190/2014 ha stabilito che il contribuente in regime forfettario è soggetto ad alcune particolari regole, ai fini dell’imposta sul valore aggiunto: in primo luogo, non esercita la rivalsa dell’imposta di cui all’art. 18 del D.P.R. n. 633/1972, ovvero non applica l’Iva sulle proprie operazioni attive, esponendo in fattura la dicitura “Operazione in franchigia da Iva (art. 1, co. 58, lett. a), della Legge 23 dicembre 2014, n. 190)”. Conseguentemente, nel caso di importi superiori ad euro 77,47 dovrebbe ritenersi applicabile l’imposta di bollo di euro 2,00 (Tabella B, art. 6, e Tariffa, Parte I, artt. 13 e 14, allegate al D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 642). L’Agenzia delle Entrate ha precisato che, nell’ipotesi in cui un soggetto che applica il regime forfetario emetta una fattura senza esercitare la rivalsa, e il corrispettivo venga incassato nell’anno successivo, quando il contribuente applica il regime ordinario, la fattura non deve essere integrata con l’Iva, in quanto – ai sensi dell’art. 6, co. 4, del D.P.R. n. 633/1972 – l’operazione s’intende comunque effettuata al momento dell’emissione della fattura, anche se diverso da quello in cui si considera posta in essere ai sensi dei precedenti co. 1 e 3 (C.M. n. 10/E/2016, par. 4.1.1). Ad esempio, le fatture...continua a leggere >>

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24 Maggio

Regime forfetario, cause di esclusione da verificare

di Studio Cerato Bana & Associati il 24/05/2016, in Imposte dirette
L’art. 1, co. 57, della Legge n. 190/2014 stabilisce che l’accesso al regime forfetario è precluso alle persone fisiche che, nel periodo d’imposta di riferimento, si avvalgono dei regimi speciali Iva oppure di quelli forfetari di determinazione del reddito, come quello previsto dall’art. 56, co. 5, del D.P.R. n. 917/1986 per l’attività di allevamento di animali esercitata oltre i limiti di cui all’art. 32, co. 2, lett. b), del Tuir, oppure per le altre attività agricole (art. 56-bis, co. 2, del Tuir). La causa di esclusione, se riguarda un’attività produttiva di reddito di impresa o lavoro autonomo, impedisce l’accesso al regime anche con riguardo ad altre attività esercitate dal contribuente e non assoggettate ad un regime speciale (C.M. n. 10/E/2016, par. 2.3.a): in virtù di tale principio, è, pertanto, possibile ritenere che l’adozione di un regime speciale per un’attività che genera reddito agricolo non preclude al contribuente di accedere al nuovo regime forfetario relativamente alle altre attività svolte non assoggettate ad un regime speciale (C.M. n. 7/E/2008, par. 2.2). L’Agenzia delle Entrate ha, inoltre, precisato che il regime forfetario è incompatibile con quello opzionale del c.d. Patent Box, ovvero di tassazione agevolata del reddito derivante dallo sfruttamento dei beni immateriali...continua a leggere >>

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19 Maggio

Modello 730, responsabilità per CAF e professionisti

di Studio Cerato Bana & Associati il 19/05/2016, in Imposte dirette
L’attività di verifica della conformità effettuata sui dati della dichiarazione, compresi quelli già indicati nel modello precompilato, comporta, in capo al CAF e al professionista abilitato, l’assunzione delle responsabilità disciplinate dall’art. 39 del D.Lgs. n. 241/1997. A questo proposito, si ricorda che i CAF e i professionisti che rilasciano il visto di conformità infedele sono tenuti al pagamento, a favore dello stato o del diverso ente impositore di una somma pari all’ammontare dell’imposta, della sanzione del 30% e degli interessi che sarebbero stati richiesti al contribuente, ai sensi dell’art. 36-ter del D.P.R. n. 600/1973 (controllo formale delle dichiarazioni). Si tratta, nello specifico, del regime sanzionatorio previsto dall’art. 13, co. 1, del D.Lgs. n. 471/1997, rubricato ai “Ritardati od omessi versamenti diretti”, a norma del quale chi non esegue, in tutto o in parte, alle prescritte scadenze, i versamenti in acconto, i versamenti periodici, il versamento di conguaglio o a saldo dell'imposta risultante dalla dichiarazione, detratto in questi casi l'ammontare dei versamenti periodici e in acconto, ancorché non effettuati, è soggetto a sanzione amministrativa pari al 30% di ogni importo non versato, anche quando, in seguito alla correzione di errori materiali o di calcolo rilevati...continua a leggere >>

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17 Maggio

Regime forfetario e contribuenti “agevolati” nell’anno 2014

di Studio Cerato Bana & Associati il 17/05/2016, in Imposte dirette
I regimi agevolati in essere al 31 dicembre 2014 sono stati abrogati dall’art. 1, co. 85, della Legge n. 190/2014. Il successivo co. 86 ha, inoltre, precisato che i soggetti che, nel periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2014, si sono avvalsi del regime delle nuove iniziative produttive (art. 13 della Legge n. 388/2000), dei contribuenti minimi (art. 27, co. 1 e 2, del D.L. n. 98/2011) e degli “ex minimi” (art. 27, co. 3, del D.L. n. 98/2011) – se in possesso dei requisiti stabiliti dall’art. 1, co. 54, della Legge n. 190/2014 – applicano il nuovo regime forfetario, in quanto loro regime naturale, salva l’opzione per l’applicazione dell’Iva e delle imposte sui redditi nei termini ordinari. A questo proposito, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che, poiché il forfetario è un regime naturale, i contribuenti che già svolgono un’attività di impresa, arte o professione vi accedono senza dover fare alcuna comunicazione preventiva, con il modello AA9/12, oppure successiva, con la dichiarazione annuale (C.M. n. 10/E/2016, par. 2.4.1). Tali soggetti sono, tuttavia, obbligati ad inviare un’apposita comunicazione telematica all’Inps, entro il 28 febbraio di ogni anno, qualora siano interessati ad usufruire del regime contributivo agevolato, a norma dell’art. 1, co. 83, della Legge n. 190/2014. Il...continua a leggere >>

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12 Maggio

Modello 730, soggetti abilitati al rilascio del visto di conformità

di Studio Cerato Bana & Associati il 12/05/2016, in Imposte dirette
La C.M. n. 7/E/2015 ha precisato che l’attività di assistenza fiscale e di apposizione del visto di conformità sulla dichiarazione 730 è riservata soltanto agli iscritti nell'Albo dei dottori commercialisti ed esperti contabili e agli iscritti nell'Albo dei consulenti del lavoro. Sono esclusi, quindi, i soggetti iscritti nei ruoli di periti ed esperti tenuti dalle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura per la sub-categoria tributi alla data del 30 settembre 1993, in possesso di diploma di laurea in giurisprudenza o in economia e commercio o equipollenti o diploma di ragioneria. Tale esclusione, ai limitati fini del rilascio del visto di conformità sui modelli 730, è giustificata dal fatto che gli artt. 3-bis, co. 10, e 7-quinquies, del D.L. n. 203/2005, hanno esteso soltanto agli iscritti nell'Albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili e nell’Albo dei consulenti del lavoro l’attività di assistenza fiscale nei confronti dei contribuenti non titolari di reddito autonomo e di impresa di cui all’art. 34, co. 4, D.Lgs. n. 241/1997. Tali soggetti potranno continuare a rilasciare il visto di conformità in relazione ai modelli Unico, Irap e Iva, per la compensazione nel modello F24 dei crediti tributari di importo superiore ad Euro 15.000 ovvero per il rimborso dei crediti Iva annuali...continua a leggere >>

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10 Maggio

Forfetario anche per il contribuente in attività dal 2015

di Studio Cerato Bana & Associati il 10/05/2016, in Imposte dirette
Il soggetto che ha avviato l’attività di esercizio dell’impresa, di arti o professioni nel corso dell’anno 2015, oppure in uno successivo, non ha potuto effettuare la verifica dei requisiti d’accesso al regime forfetario (art. 1, co. 54, della Legge n. 190/2014), in quanto nel precedente periodo d’imposta non era ancora in attività: ha comunque potuto accedere immediatamente al nuovo regime forfetario, comunicando di presumere – a norma dell’art. 1, co. 56, della Legge n. 190/2014 – il possesso dei requisiti di cui all’art. 1, co. 54, della Legge n. 190/2014, in sede di dichiarazione di inizio attività di cui all’art. 35 del D.P.R. n. 633/1972 (modello AA9/12): tale comunicazione non ha valore di opzione, trattandosi di un regime naturale, ma è richiesta unicamente ai fini anagrafici. L’omessa indicazione, nella dichiarazione di inizio attività, dell’intenzione di applicare il regime forfetario non preclude, quindi, l’accesso allo stesso, ma è punibile con la sanzione amministrativa prevista dall’art. 11, co. 1, lett. a), del D.Lgs. n. 471/1997, ovvero da euro 250 ad euro 2.000. L’attestazione della sussistenza dei requisiti per l’accesso al regime e dell’assenza di cause ostative (art. 1, co. 54 e 57, della Legge n. 190/2014) deve essere effettuata in sede di dichiarazione annuale...continua a leggere >>

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5 Maggio

I soggetti legittimati a rilasciare il visto di conformità

di Studio Cerato Bana & Associati il 05/05/2016, in Imposte dirette
A norma dell’art. 35, co. 3, del D.Lgs. n. 241/1997, i professionisti che possono apporre il visto di conformità sono esclusivamente gli iscritti nell’albo dei dottori commercialisti ed esperti contabili, nell’albo dei consulenti del lavoro e nei ruoli di periti ed esperti tenuti dalle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura per la sub-categoria tributi alla data del 30 settembre 1993, in possesso di diploma di laurea in giurisprudenza o in economia e commercio o equipollenti o diploma di ragioneria. La C.M. n. 7/E/2015 ha ribadito che l’attività di assistenza fiscale e di apposizione del visto di conformità sulla dichiarazione 730 è riservata soltanto agli iscritti all’Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili e agli iscritti nell’Albo dei consulenti del lavoro. Restano esclusi, quindi, i soggetti iscritti nei ruoli di periti ed esperti tenuti dalle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura per la sub-categoria tributi alla data del 30 settembre 1993, in possesso di diploma di laurea in giurisprudenza o in economia e commercio o equipollenti o diploma di ragioneria. Tale esclusione, ai limitati fini del rilascio del visto di conformità sui modelli 730, è giustificata dal fatto che gli artt. 3-bis, co. 10, e 7-quinquies, del D.L. 30 settembre 2005, n. 203,...continua a leggere >>

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3 Maggio

Forfetari, consistenza dei cespiti da verificare

di Studio Cerato Bana & Associati il 03/05/2016, in Imposte dirette
L’accesso al regime forfetario è riservato ai contribuenti persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti o professioni, per i quali, tra l’altro, nell’anno precedente, il costo complessivo, al lordo degli ammortamenti, dei beni strumentali alla chiusura dell’esercizio non ha superato euro 20.000 (art. 1, co. 54, lett. c), della Legge n. 190/2014). Ai fini dell’accertamento del possesso di tale requisito, devono essere osservati i seguenti criteri: ·   non rilevano gli immobili, comunque acquisiti (proprietà, locazione, ecc.), utilizzati nell’esercizio dell’attività di impresa, arte o professione, e neppure i cespiti di costo unitario non superiore ad euro 516,46 (artt. 102, co. 5, e 54, co. 2, secondo periodo, del Tuir); ·    per i beni in locazione finanziaria, deve essere considerato il costo fiscale del cespite in capo al concedente; ·    nel caso di beni detenuti in base ad un contratto di leasing operativo, noleggio o comodato, deve essere assunto il valore normale, individuato ai sensi dell’art. 9 del D.P.R. n. 917/1986; ·   i beni detenuti in regime di impresa, arte o professione, utilizzati promiscuamente per l’esercizio dell’impresa, dell’arte o della professione o per l’uso personale o familiare del contribuente,...continua a leggere >>

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28 Aprile

Il controllo formale del modello 730

di Studio Cerato Bana & Associati il 28/04/2016, in Imposte dirette
L’art. 1, co. 949 lett. f), g) e h), e 956 della Legge n. 208/2015 ha modificato significativamente la disciplina relativa ai controlli preventivi sui modelli 730, in presenza di situazioni considerate maggiormente rischiose. In particolare, ha abrogato i co. 586 e 587 dell’art. 1 della Legge n. 147/2013, con i quali erano stati introdotti i controlli preventivi sui modelli 730 contenenti richieste di rimborso superiori ad euro 4.000, in presenza di detrazioni per carichi di famiglia e/o di eccedenze relative alla precedente dichiarazione. Conseguentemente, per effetto di tale intervento, si è resa necessaria l’abrogazione della lett. b) dell’art. 5, co. 1, del D.Lgs. n. 175/2014, che aveva escluso i controlli preventivi sui modelli 730 trasmessi all’Agenzia delle Entrate senza modifiche direttamente dal contribuente, ovvero per il tramite del sostituto d’imposta. Tali soppressioni hanno effetto per le dichiarazioni dei redditi presentate a decorrere dall’anno 2016, relative al periodo d'imposta 2015. Conseguentemente, per effetto dei suddetti interventi legislativi, se il modello 730/2016 precompilato viene presentato senza effettuare modifiche direttamente dal contribuente (tramite il sito internet dell’Agenzia delle Entrate) ovvero mediante il sostituto d’imposta che presta assistenza fiscale, non...continua a leggere >>

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26 Aprile

Regime forfetario, nuovi limiti subito applicabili

di Studio Cerato Bana & Associati il 26/04/2016, in Imposte dirette, News
L’accesso al regime forfetario (art. 1, co. 54-89, della Legge n. 190/2014) è riservato ai contribuenti persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti o professioni che rispettano le seguenti condizioni riferite all’anno precedente: a)  hanno conseguito ricavi, o percepito compensi, ragguagliati ad anno, non superiori alla misura indicata nell’allegato n. 4 della Legge n. 190/2014 – così come sostituito dall’art. 1, co. 112, della Legge n. 208/2015 – diversa a seconda del codice Ateco dell’attività esercitata; b)  hanno sostenuto spese per il lavoro non superiori ad euro 5.000; c)  il costo complessivo, al lordo degli ammortamenti, dei beni strumentali alla chiusura dell’esercizio non ha superato euro 20.000. Per quanto concerne il limite dei ricavi o compensi, oggetto del presente commento, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che – in virtù dell’incremento delle relative soglie, operato dal co. 112 dell’art. 1 della Legge n. 208/2015 – “la verifica dei limiti ai fini dell’accesso o della permanenza nel regime, a partire dal periodo d’imposta 2016, va fatta con riferimento ai nuovi valori in vigore dal 1° gennaio 2016. Ciò significa, ad esempio, che laddove un professionista in regime forfetario dal 1° gennaio...continua a leggere >>

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21 Aprile

Transazione commerciale, effetti sul conto economico

di Studio Cerato Bana & Associati il 21/04/2016, in Contabilità e bilancio
Il perfezionamento di un accordo transattivo di riduzione di alcuni debiti comporta, nel relativo esercizio di competenza, la rilevazione dei corrispondenti effetti contabili, nello stato patrimoniale e nel conto economico. A questo proposito, il principio contabile nazionale Oic 6, par. 6.2.1.1 stabilisce che, nel caso della ristrutturazione del debito – perfezionata a causa della situazione di difficoltà del debitore, e grazie alla conseguente concessione accordata dal creditore – con riduzione della quota capitale e degli interessi, il debitore è tenuto ad imputare a conto economico, alla voce E)20) “Proventi straordinari”, il corrispondente utile da ridefinizione delle passività, pari alla riduzione dell’importo da rimborsare oppure degli oneri finanziari non ancora versati. Tale modalità di contabilizzazione deve, naturalmente, ritenersi valida esclusivamente sino al bilancio dell’esercizio 2015, in quanto dal periodo amministrativo iniziato il 1° gennaio 2016 non è più prevista l’area straordinaria del conto economico (artt. 6, co. 6, lett. g), e 12, co. 1, del D.Lgs. n. 139/2015). L’iscrizione dell’utile da riduzione del debito è coerente con il principio generale di prudenza (art. 2423-bis c.c.), in quanto costituente un provento realizzato fin dalla data della ristrutturazione, certo e...continua a leggere >>

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19 Aprile

Modello 730 precompilato, accesso delegato con modalità differenziate

di Studio Cerato Bana & Associati il 19/04/2016, in Imposte dirette
Per l’accesso ai documenti relativi alla dichiarazione precompilata, è prevista una procedura differente, a seconda che ad accedere ai contenuti della dichiarazione siano i sostituti d’imposta, oppure i CAF ed i professionisti abilitati. I sostituti d’imposta possono avvalersi dei soggetti incaricati della presentazione telematica delle dichiarazioni dei redditi di cui all'art. 3, co. 2-bis e 3, D.P.R. 322/1998 (CAF-dipendenti e/o professionista iscritto nell’Albo dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili o dei consulenti del lavoro, abilitato allo svolgimento dell'assistenza fiscale), designandoli responsabili del trattamento dei dati personali ai sensi dell’art. 29, D.Lgs. 30.62003, n. 196. Anche al ricorrere di tale circostanza, i sostituti d’imposta sono comunque tenuti a: ·      conservare la delega per l’accesso all’area autenticata del contribuente; ·     consegnare al soggetto incaricato una richiesta sottoscritta con indicazione dei codici fiscali dei contribuenti sostituiti e le copie delle deleghe rilasciate dai sostituti; ·     informare i contribuenti sostituiti che intendono avvalersi degli incaricati della presentazione telematica delle dichiarazioni dei redditi di cui all’art. 3, co. 2-bis e 3, D.P.R....continua a leggere >>

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14 Aprile

Bilancio 2015 e perdite su crediti di importo rilevante

di Studio Cerato Bana & Associati il 14/04/2016, in Contabilità e bilancio
L’art. 2426, n. 8), c.c. stabilisce che i crediti devono essere iscritti in bilancio secondo il proprio valore di presumibile realizzazione, individuato sulla base dell’importo nominale, rettificato di presunte perdite di inesigibilità, accantonate nell’apposito fondo di svalutazione crediti. Le eventuali perdite devono essere imputate al conto economico dell’esercizio in cui si possono oggettivamente attendere, mediante l’iscrizione in bilancio dei seguenti costi: l’accantonamento al fondo svalutazione crediti (voce B)10)d) del conto economico), e la successiva rilevazione, nella voce B)14) ”Oneri diversi di gestione”, dell’importo che non trova capienza nel fondo svalutazione crediti, a seguito dell’effettivo verificarsi dell’inesigibilità, totale o parziale, del credito. Nel caso in cui ciò comporti l’emersione di perdite per importi rilevanti, superiori al fondo svalutazione crediti, l’eccedenza – salvo quanto si dirà successivamente, con riferimento alle perdite su crediti da crisi dell’impresa debitrice – non dovrebbe mai costituire un onere straordinario, bensì un costo corrente: in base al principio contabile nazionale Oic 29, par. 52, non devono, infatti, essere considerati eventi od operazioni straordinari le perdite su crediti – anche se di rilevante entità – e la definizione...continua a leggere >>

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12 Aprile

Modello 730 precompilato, accesso delegato e conservazione

di Studio Cerato Bana & Associati il 12/04/2016, in Imposte dirette
In alternativa alla modalità di accesso diretto alla dichiarazione precompilata, illustrate nel precedente commento del 5 aprile 2016, il contribuente potrà entrare in possesso del proprio modello 730 precompilato conferendo apposita delega: ·    al proprio sostituto d’imposta che presta assistenza fiscale, a condizione che quest’ultimo abbia comunicato la propria la volontà di prestare assistenza fiscale entro il 15.1 dell'anno in cui deve essere svolta tale assistenza (art. 17, D.M. 164/1999) e, quindi, non oltre il 15.1.2016 in relazione ai modelli 730/2016. In assenza di tale comunicazione, il sostituto d’imposta è tenuto solo all’effettuazione dei conguagli relativi ai modelli 730/2016 presentati ad un CAF-dipendenti, ad un professionista o direttamente dal contribuente; ·    ad un CAF-dipendenti; ·   ad un professionista iscritto nell'Albo dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili o dei consulenti del lavoro, abilitato allo svolgimento dell'assistenza fiscale. Per accedere ai documenti relativi alla documentazione precompilata del contribuente, i suddetti soggetti (sostituti d'imposta che prestano assistenza fiscale, i CAF o i professionisti abilitati) sono tenuti ad acquisire preventivamente dal contribuente apposita delega, unitamente a copia...continua a leggere >>

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7 Aprile

Bilancio 2015, valutazione del credito verso un soggetto fallito

di Studio Cerato Bana & Associati il 07/04/2016, in Contabilità e bilancio
L’impresa titolare di un credito verso un soggetto dichiarato fallito, e regolarmente ammesso allo stato passivo esecutivo, deve prestare particolare attenzione all’importo da iscrivere nel bilancio dell’esercizio 2015, ancorché nella prassi contabile sia ormai consolidata la tendenza a svalutare integralmente il credito, già nell’esercizio di apertura della procedura, ovvero di deposito della sentenza dichiarativa di fallimento: la condotta in parola pare influenzata dalla previsione di deducibilità immediata prevista dalla disciplina sul reddito d’impresa (art. 101, co. 5, del D.P.R. n. 917/1986), ma potrebbe non essere rispettosa dei principi civilistici, improntati al presumibile valore di realizzo. Sul punto si osserva che nell’esercizio di avvio del fallimento potrebbero non sussistere, oggettivamente, elementi adeguati per svalutare puntualmente il credito, in quanto è necessario conoscere due elementi fondamentali: il passivo e l’attivo del fallimento. Sotto il primo profilo, si segnala che il passivo della procedura non comprende necessariamente tutti i creditori originari del fallimento, ma soltanto quelli che hanno presentato la relativa domanda, accolta in sede di accertamento del passivo, ovvero di verifica delle domande di ammissione presentate dai creditori: questa fase non si conclude...continua a leggere >>

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