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23 Giugno

Ace dei soggetti Ires, incrementi patrimoniali rilevanti per cassa

di Studio Cerato Bana & Associati il 23/06/2016, in Imposte dirette
L’art. 1 del D.L. n. 201/2011, così come attuato dal D.M. 14 marzo 2012, stabilisce che, ai fini della determinazione del reddito netto complessivo, si deduce dall’imponibile fiscale un importo pari al rendimento nozionale di una particolare configurazione di mezzi propri. La forma di detassazione in parola è fissata nel 4,50% per l’anno 2015 (e 4,75% per il 2016) da applicarsi ad un importo diversamente determinato, a seconda della tipologia di contribuente. Con riferimento ai soggetti Ires, il predetto coefficiente opera sulla variazione in aumento del capitale proprio esistente alla chiusura dell’esercizio in corso al 31 dicembre 2010 (capitale sociale e riserve, con esclusione dell’utile), nel limite del patrimonio netto del periodo d’imposta, comprensivo dell’utile “teorico”, ovvero determinato senza considerare il beneficio Ace. Lo scostamento rilevante è, pertanto, dato dalla sommatoria degli incrementi rilevanti, al netto di decrementi e riduzioni: in tale sede, ci soffermiano sui primi, mentre i secondi saranno trattati in un successivo commento. Le variazioni in aumento comprendono i conferimenti in denaro, rilevanti a decorrere dalla data del versamento, a prescindere dalla causale sottostante (aumenti di capitale non semplicemente sottoscritti, versamenti per sovrapprezzo azioni/quote, in...continua a leggere >>

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21 Giugno

Imposta sostitutiva sull’estromissione degli immobili strumentali

di Studio Cerato Bana & Associati il 21/06/2016, in News, Imposte dirette
L’esclusione degli immobili strumentali dal patrimonio dell’impresa individuale rappresenta ordinariamente – in assenza di una disciplina agevolativa – un’ipotesi di destinazione al consumo personale o familiare dell’imprenditore o a finalità estranee all’esercizio dell’impresa (art. 58, co. 3, del D,P.R. n. 917/1986), e in quanto tale è suscettibile di comportare il realizzo di una plusvalenza imponibile, pari alla differenza tra il valore normale dell’immobile estromesso e il suo costo fiscalmente riconosciuto non ammortizzato (art. 86, co. 3, del Tuir). L’art. 1, co. 121, della Legge n. 208/2015 stabilisce, tuttavia, che sulla differenza positiva tra il valore normale dei beni estromessi – o, in alternativa, il loro valore catastale di cui all’art. 52, co. 4, del D.P.R. n. 131/1986 – e il loro costo fiscalmente riconosciuto è dovuta un’imposta sostitutiva dell’Irpef e dell’Irap, pari all’8%: tale norma precisa, inoltre, che si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni contenute nei precedenti co. 115-120, riguardanti l’assegnazione e la cessione agevolata dei beni ai soci. Qualora l’immobile estromesso sia posseduto dall’imprenditore individuale in regime di comunione, l’imposta sostitutiva si applica sulla quota del valore di pertinenza dell’imprenditore (C.M....continua a leggere >>

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16 Giugno

Deduzione Ace, soggetti interessati da verificare

di Studio Cerato Bana & Associati il 16/06/2016, in Imposte dirette
L’art. 1 del D.L. n. 201/2011, così come attuato dal D.M. 14 marzo 2012, riconosce la possibilità di beneficiare, anche nel modello Unico 2016, della deduzione dal reddito d’impresa, a titolo di Aiuto alla Crescita Economica, pari al 4,50% annuo degli incrementi patrimoniali dei soggetti Ires o del patrimonio netto contabile dei contribuenti Irpef. L’accesso a tale agevolazione non riguarda indistintamente tutti i soggetti imprenditori, ma soltanto alcuni tassativamente indicati, come le s.p.a., s.r.l., s.a.p.a., società cooperative e di mutua assicurazione, europee di cui al Regolamento n. 2157/2001/CE e cooperative europee previste dal Regolamento n. 1435/2003/CE, residenti nel territorio dello Stato (art. 73, co. 1, lett. a), del D.P.R. n. 917/1986). Il medesimo beneficio è riconosciuto agli enti pubblici e privati diversi dalle società, i trust, residenti in Italia, che hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciali, così come alle società ed enti commerciali di cui all’art. 73, co. 1, lett. d), del Tuir, non residenti nel territorio dello Stato, qualora dispongano nello stesso di una stabile organizzazione: lo stesso dicasi per le s.n.c., s.a.s. e gli imprenditori individuali in contabilità ordinaria, per natura od opzione. Conseguentemente, non possono accedere al beneficio...continua a leggere >>

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14 Giugno

Visto di conformità e polizza assicurativa

di Studio Cerato Bana & Associati il 14/06/2016, in Imposte dirette
L’art. 6, co. 1, e 22, co. 1, del D.M. n. 164/1999 prevede l’obbligo di stipulare una polizza di assicurazione della responsabilità civile, con massimale adeguato al numero dei contribuenti assistiti, nonché al numero dei visti di conformità rilasciati: la soglia del massimale è fissata in euro 3.000.000 – a partire dal 13 dicembre 2014, rispetto al previgente limite di euro 1.032.913,80 – e la garanzia deve essere estesa al pagamento di una somma pari alle imposte, agli interessi e alle sanzioni che sarebbero stati richiesti al contribuente a seguito del controllo ai sensi dell’art. 36-ter, del D.P.R. n. 600/1973, ove l’errore non sia imputabile a dolo o colpa grave del contribuente. In base alla formulazione della norma, il massimale di euro 3.000.000 si sarebbe dovuto applicare, non solo con riguardo al modello 730, ma anche con riferimento al rilascio dei visti di conformità su tutte le dichiarazioni (Unico, Irap e Iva) per le compensazioni dei crediti tributari di importo superiore ad euro 15.000. La C.M. n. 7/E/2015 ha, tuttavia, precisato che i professionisti che non intendono apporre il visto di conformità sui modelli 730 – ma rilasciano visti di conformità solo in relazione ai modelli Unico, Irap e Iva – per la compensazione nel modello F24 dei crediti tributari di importo superiore ad...continua a leggere >>

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9 Giugno

Regime forfetario, esonero dagli adempimenti

di Studio Cerato Bana & Associati il 09/06/2016, in Iva ed altre imposte indirette, Imposte dirette, News
L’art. 1, co. 69, della Legge n. 190/2014 esonera il contribuente in regime forfetario dagli obblighi di registrazione e tenuta delle scritture contabili, fermo restando il dovere di conservazione dei documenti emessi e ricevuti (art. 22 del D.P.R. n. 600/1973): la dichiarazione dei redditi è presentata nei termini e con le modalità previsti dal D.P.R. n. 322/1998. L’art. 1, co. 73, della Legge n. 190/2014 stabilisce, inoltre, l’esclusione dall’applicazione degli studi di settore (art. 62-bis del D.L. n. 3317193) e dei parametri di cui all’art. 3, co. 184, della Legge n. 549/1995: la norma dispone, inoltre, che il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate di approvazione dei modelli da utilizzare per la dichiarazione dei redditi individua gli specifici obblighi informativi, relativi all’attività svolta, che devono essere assolti dai contribuenti che applicano il regime forfetario. A questo proposito, il quadro RS del modello Unico 2016 – Persone Fisiche, approvato con il provvedimento del 29 gennaio 2016 del Direttore dell’Agenzia delle Entrate, prevede un nuovo prospetto, denominato “Regime forfetario per gli esercenti attività d’impresa, arti e professioni – Obblighi informativi”. Questo prospetto deve essere compilato dai soli contribuenti che hanno applicato il regime forfetario...continua a leggere >>

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7 Giugno

Visto di conformità infedele e rettifica del modello 730

di Studio Cerato Bana & Associati il 07/06/2016, in Imposte dirette
L’art. 6, co. 1, lett. b), del D.Lgs. n. 175/2014 stabilisce che, al di fuori dei casi di dolo o colpa grave del contribuente, per evitare la responsabilità relativa all’imposta (e agli interessi), il Caf o il professionista che riscontra errori che hanno comportato l’apposizione di un visto infedele sulla dichiarazione (modello 730 precompilato oppure ordinario) è tenuto ad avvisare il contribuente, al fine di procedere alla elaborazione e trasmissione all’Agenzia delle Entrate della dichiarazione rettificativa, entro il 10 novembre 2016 per le violazioni inerenti il visto di conformità infedele apposto sui modelli 730/2016. Nel caso in cui, tuttavia, il contribuente non intenda presentare la nuova dichiarazione, il Caf e il professionista potranno comunque comunicare, entro il medesimo termine, all’Amministrazione Finanziaria, i dati rettificati. In entrambe le ipotesi, la responsabilità del Caf o professionista abilitato rimarrà circoscritta al pagamento dell’importo corrispondente alla sola sanzione che sarebbe stata richiesta al contribuente. In altre parole, nell’ipotesi di presentazione della dichiarazione rettificativa del contribuente e comunicazione dei dati rettificati, il versamento della maggiore imposta dovuta e dei relativi interessi ricade sul contribuente stesso, mentre la somma dovuta...continua a leggere >>

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31 Maggio

Regime forfetario, criteri di determinazione del reddito

di Studio Cerato Bana & Associati il 31/05/2016, in Imposte dirette
Per effetto dell’ingresso nel regime forfetario (art. 1, co. 54-89, della Legge n. 190/2014), il contribuente determina il reddito imponibile, ordinariamente soggetto al tributo del 15% sostitutivo dell’Irpef (e delle relative addizionali regionali e comunali) e dell’Irap, moltiplicando i propri ricavi o compensi – non rilevano, pertanto, plusvalenze e sopravvenienze attive – percepiti (principio di cassa) per il relativo coefficiente di redditività, indicato nell’allegato n. 4 della Legge n. 190/2014, in base al codice Ateco di riferimento: a questo proposito, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che, in presenza di ricavi o compensi derivanti dal contemporaneo esercizio di attività riconducibili a codici Ateco diversi, il contribuente determina l’imponibile lordo applicando ai ricavi/compensi imputabili a ciascuna attività il relativo coefficiente di redditività (C.M. n. 10/E/2016, par. 4.3). Il riferimento normativo ai soli ricavi e compensi induce, pertanto, a ritenere che non abbiano alcuna rilevanza fiscale le plusvalenze (e minusvalenze) conseguite nel corso del regime forfetario, anche se riferite a beni acquistati negli anni precedenti all’adozione del regime forfetario, così come le sopravvenienze attive e passive (C.M. n. 10/E/2016, n. 4.3.1). L’Amministrazione Finanziaria ha, inoltre,...continua a leggere >>

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26 Maggio

Semplificazioni Iva per il contribuente in regime forfetario

di Studio Cerato Bana & Associati il 26/05/2016, in Imposte dirette, Iva ed altre imposte indirette
L’art. 1, co. 58-63, della Legge n. 190/2014 ha stabilito che il contribuente in regime forfettario è soggetto ad alcune particolari regole, ai fini dell’imposta sul valore aggiunto: in primo luogo, non esercita la rivalsa dell’imposta di cui all’art. 18 del D.P.R. n. 633/1972, ovvero non applica l’Iva sulle proprie operazioni attive, esponendo in fattura la dicitura “Operazione in franchigia da Iva (art. 1, co. 58, lett. a), della Legge 23 dicembre 2014, n. 190)”. Conseguentemente, nel caso di importi superiori ad euro 77,47 dovrebbe ritenersi applicabile l’imposta di bollo di euro 2,00 (Tabella B, art. 6, e Tariffa, Parte I, artt. 13 e 14, allegate al D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 642). L’Agenzia delle Entrate ha precisato che, nell’ipotesi in cui un soggetto che applica il regime forfetario emetta una fattura senza esercitare la rivalsa, e il corrispettivo venga incassato nell’anno successivo, quando il contribuente applica il regime ordinario, la fattura non deve essere integrata con l’Iva, in quanto – ai sensi dell’art. 6, co. 4, del D.P.R. n. 633/1972 – l’operazione s’intende comunque effettuata al momento dell’emissione della fattura, anche se diverso da quello in cui si considera posta in essere ai sensi dei precedenti co. 1 e 3 (C.M. n. 10/E/2016, par. 4.1.1). Ad esempio, le fatture...continua a leggere >>

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24 Maggio

Regime forfetario, cause di esclusione da verificare

di Studio Cerato Bana & Associati il 24/05/2016, in Imposte dirette
L’art. 1, co. 57, della Legge n. 190/2014 stabilisce che l’accesso al regime forfetario è precluso alle persone fisiche che, nel periodo d’imposta di riferimento, si avvalgono dei regimi speciali Iva oppure di quelli forfetari di determinazione del reddito, come quello previsto dall’art. 56, co. 5, del D.P.R. n. 917/1986 per l’attività di allevamento di animali esercitata oltre i limiti di cui all’art. 32, co. 2, lett. b), del Tuir, oppure per le altre attività agricole (art. 56-bis, co. 2, del Tuir). La causa di esclusione, se riguarda un’attività produttiva di reddito di impresa o lavoro autonomo, impedisce l’accesso al regime anche con riguardo ad altre attività esercitate dal contribuente e non assoggettate ad un regime speciale (C.M. n. 10/E/2016, par. 2.3.a): in virtù di tale principio, è, pertanto, possibile ritenere che l’adozione di un regime speciale per un’attività che genera reddito agricolo non preclude al contribuente di accedere al nuovo regime forfetario relativamente alle altre attività svolte non assoggettate ad un regime speciale (C.M. n. 7/E/2008, par. 2.2). L’Agenzia delle Entrate ha, inoltre, precisato che il regime forfetario è incompatibile con quello opzionale del c.d. Patent Box, ovvero di tassazione agevolata del reddito derivante dallo sfruttamento dei beni immateriali...continua a leggere >>

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19 Maggio

Modello 730, responsabilità per CAF e professionisti

di Studio Cerato Bana & Associati il 19/05/2016, in Imposte dirette
L’attività di verifica della conformità effettuata sui dati della dichiarazione, compresi quelli già indicati nel modello precompilato, comporta, in capo al CAF e al professionista abilitato, l’assunzione delle responsabilità disciplinate dall’art. 39 del D.Lgs. n. 241/1997. A questo proposito, si ricorda che i CAF e i professionisti che rilasciano il visto di conformità infedele sono tenuti al pagamento, a favore dello stato o del diverso ente impositore di una somma pari all’ammontare dell’imposta, della sanzione del 30% e degli interessi che sarebbero stati richiesti al contribuente, ai sensi dell’art. 36-ter del D.P.R. n. 600/1973 (controllo formale delle dichiarazioni). Si tratta, nello specifico, del regime sanzionatorio previsto dall’art. 13, co. 1, del D.Lgs. n. 471/1997, rubricato ai “Ritardati od omessi versamenti diretti”, a norma del quale chi non esegue, in tutto o in parte, alle prescritte scadenze, i versamenti in acconto, i versamenti periodici, il versamento di conguaglio o a saldo dell'imposta risultante dalla dichiarazione, detratto in questi casi l'ammontare dei versamenti periodici e in acconto, ancorché non effettuati, è soggetto a sanzione amministrativa pari al 30% di ogni importo non versato, anche quando, in seguito alla correzione di errori materiali o di calcolo rilevati...continua a leggere >>

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17 Maggio

Regime forfetario e contribuenti “agevolati” nell’anno 2014

di Studio Cerato Bana & Associati il 17/05/2016, in Imposte dirette
I regimi agevolati in essere al 31 dicembre 2014 sono stati abrogati dall’art. 1, co. 85, della Legge n. 190/2014. Il successivo co. 86 ha, inoltre, precisato che i soggetti che, nel periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2014, si sono avvalsi del regime delle nuove iniziative produttive (art. 13 della Legge n. 388/2000), dei contribuenti minimi (art. 27, co. 1 e 2, del D.L. n. 98/2011) e degli “ex minimi” (art. 27, co. 3, del D.L. n. 98/2011) – se in possesso dei requisiti stabiliti dall’art. 1, co. 54, della Legge n. 190/2014 – applicano il nuovo regime forfetario, in quanto loro regime naturale, salva l’opzione per l’applicazione dell’Iva e delle imposte sui redditi nei termini ordinari. A questo proposito, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che, poiché il forfetario è un regime naturale, i contribuenti che già svolgono un’attività di impresa, arte o professione vi accedono senza dover fare alcuna comunicazione preventiva, con il modello AA9/12, oppure successiva, con la dichiarazione annuale (C.M. n. 10/E/2016, par. 2.4.1). Tali soggetti sono, tuttavia, obbligati ad inviare un’apposita comunicazione telematica all’Inps, entro il 28 febbraio di ogni anno, qualora siano interessati ad usufruire del regime contributivo agevolato, a norma dell’art. 1, co. 83, della Legge n. 190/2014. Il...continua a leggere >>

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12 Maggio

Modello 730, soggetti abilitati al rilascio del visto di conformità

di Studio Cerato Bana & Associati il 12/05/2016, in Imposte dirette
La C.M. n. 7/E/2015 ha precisato che l’attività di assistenza fiscale e di apposizione del visto di conformità sulla dichiarazione 730 è riservata soltanto agli iscritti nell'Albo dei dottori commercialisti ed esperti contabili e agli iscritti nell'Albo dei consulenti del lavoro. Sono esclusi, quindi, i soggetti iscritti nei ruoli di periti ed esperti tenuti dalle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura per la sub-categoria tributi alla data del 30 settembre 1993, in possesso di diploma di laurea in giurisprudenza o in economia e commercio o equipollenti o diploma di ragioneria. Tale esclusione, ai limitati fini del rilascio del visto di conformità sui modelli 730, è giustificata dal fatto che gli artt. 3-bis, co. 10, e 7-quinquies, del D.L. n. 203/2005, hanno esteso soltanto agli iscritti nell'Albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili e nell’Albo dei consulenti del lavoro l’attività di assistenza fiscale nei confronti dei contribuenti non titolari di reddito autonomo e di impresa di cui all’art. 34, co. 4, D.Lgs. n. 241/1997. Tali soggetti potranno continuare a rilasciare il visto di conformità in relazione ai modelli Unico, Irap e Iva, per la compensazione nel modello F24 dei crediti tributari di importo superiore ad Euro 15.000 ovvero per il rimborso dei crediti Iva annuali...continua a leggere >>

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10 Maggio

Forfetario anche per il contribuente in attività dal 2015

di Studio Cerato Bana & Associati il 10/05/2016, in Imposte dirette
Il soggetto che ha avviato l’attività di esercizio dell’impresa, di arti o professioni nel corso dell’anno 2015, oppure in uno successivo, non ha potuto effettuare la verifica dei requisiti d’accesso al regime forfetario (art. 1, co. 54, della Legge n. 190/2014), in quanto nel precedente periodo d’imposta non era ancora in attività: ha comunque potuto accedere immediatamente al nuovo regime forfetario, comunicando di presumere – a norma dell’art. 1, co. 56, della Legge n. 190/2014 – il possesso dei requisiti di cui all’art. 1, co. 54, della Legge n. 190/2014, in sede di dichiarazione di inizio attività di cui all’art. 35 del D.P.R. n. 633/1972 (modello AA9/12): tale comunicazione non ha valore di opzione, trattandosi di un regime naturale, ma è richiesta unicamente ai fini anagrafici. L’omessa indicazione, nella dichiarazione di inizio attività, dell’intenzione di applicare il regime forfetario non preclude, quindi, l’accesso allo stesso, ma è punibile con la sanzione amministrativa prevista dall’art. 11, co. 1, lett. a), del D.Lgs. n. 471/1997, ovvero da euro 250 ad euro 2.000. L’attestazione della sussistenza dei requisiti per l’accesso al regime e dell’assenza di cause ostative (art. 1, co. 54 e 57, della Legge n. 190/2014) deve essere effettuata in sede di dichiarazione annuale...continua a leggere >>

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5 Maggio

I soggetti legittimati a rilasciare il visto di conformità

di Studio Cerato Bana & Associati il 05/05/2016, in Imposte dirette
A norma dell’art. 35, co. 3, del D.Lgs. n. 241/1997, i professionisti che possono apporre il visto di conformità sono esclusivamente gli iscritti nell’albo dei dottori commercialisti ed esperti contabili, nell’albo dei consulenti del lavoro e nei ruoli di periti ed esperti tenuti dalle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura per la sub-categoria tributi alla data del 30 settembre 1993, in possesso di diploma di laurea in giurisprudenza o in economia e commercio o equipollenti o diploma di ragioneria. La C.M. n. 7/E/2015 ha ribadito che l’attività di assistenza fiscale e di apposizione del visto di conformità sulla dichiarazione 730 è riservata soltanto agli iscritti all’Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili e agli iscritti nell’Albo dei consulenti del lavoro. Restano esclusi, quindi, i soggetti iscritti nei ruoli di periti ed esperti tenuti dalle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura per la sub-categoria tributi alla data del 30 settembre 1993, in possesso di diploma di laurea in giurisprudenza o in economia e commercio o equipollenti o diploma di ragioneria. Tale esclusione, ai limitati fini del rilascio del visto di conformità sui modelli 730, è giustificata dal fatto che gli artt. 3-bis, co. 10, e 7-quinquies, del D.L. 30 settembre 2005, n. 203,...continua a leggere >>

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3 Maggio

Forfetari, consistenza dei cespiti da verificare

di Studio Cerato Bana & Associati il 03/05/2016, in Imposte dirette
L’accesso al regime forfetario è riservato ai contribuenti persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti o professioni, per i quali, tra l’altro, nell’anno precedente, il costo complessivo, al lordo degli ammortamenti, dei beni strumentali alla chiusura dell’esercizio non ha superato euro 20.000 (art. 1, co. 54, lett. c), della Legge n. 190/2014). Ai fini dell’accertamento del possesso di tale requisito, devono essere osservati i seguenti criteri: ·   non rilevano gli immobili, comunque acquisiti (proprietà, locazione, ecc.), utilizzati nell’esercizio dell’attività di impresa, arte o professione, e neppure i cespiti di costo unitario non superiore ad euro 516,46 (artt. 102, co. 5, e 54, co. 2, secondo periodo, del Tuir); ·    per i beni in locazione finanziaria, deve essere considerato il costo fiscale del cespite in capo al concedente; ·    nel caso di beni detenuti in base ad un contratto di leasing operativo, noleggio o comodato, deve essere assunto il valore normale, individuato ai sensi dell’art. 9 del D.P.R. n. 917/1986; ·   i beni detenuti in regime di impresa, arte o professione, utilizzati promiscuamente per l’esercizio dell’impresa, dell’arte o della professione o per l’uso personale o familiare del contribuente,...continua a leggere >>

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