Unico 2013, novitĂ  tra le variazioni in aumento

di @SandroCerato il 06/06/2013

In sede di compilazione del quadro RF della dichiarazione dei redditi, gli imprenditori individuali, le società di persone e capitali si trovano ad affrontare diverse tipologie di novità, riconducibili essenzialmente alle altre variazioni in aumento – oggetto del presente contributo – e quelle in diminuzione, che saranno esaminate in occasione di un successivo commento.
Nell’ambito delle “Altre variazioni in aumento” (rigo RF24 del Modello Unico 2013 – Persone Fisiche, rigo RF29 del Modello Unico 2013 – Società di Persone e rigo RF32 del Modello Unico 2013 – Società di Capitali), sono previsti alcuni nuovi codici, il primo dei quali è il “17”: si riferisce ai costi per beni e servizi direttamente utilizzati nel compimento di atti od attività che configurano condotte delittuose non colpose, per i quali – a norma dell’art. 8, co. 1 e 3, del D.L. n. 16/2012 – il pubblico ministero abbia esercitato l’azione penale, ovvero il giudice dell’udienza preliminare abbia emesso il decreto che dispone il giudizio o sentenza di non luogo a procedere (art. 14, co. 4-bis, della Legge n. 537/1993). In fase di prima applicazione, le nuove previsioni si applicano, se più favorevoli, anche agli atti posti in essere prima dell’entrata in vigore delle stesse, salva comunque l’ipotesi in cui i provvedimenti emessi in base al regime previgente si siano resi definitivi.
La seconda novità, per i contribuenti aventi il periodo d’imposta coincidente con l’anno solare 2012, è rappresentata dal codice “34”: riguarda i costi relativi ai beni dell’impresa (spese di acquisto, gestione, manutenzione ordinaria e straordinaria, ecc.) concessi in godimento ai soci o familiari dell’imprenditore individuale, per un corrispettivo pattuito inferiore al valore di mercato del diritto di godimento, in quanto indeducibili a norma dell’art. 2, co. 36-quaterdecies, del D.L. n. 138/2011. Tale codice era già previsto nella precedente dichiarazione, ma applicabile nel Modello Unico 2012 soltanto dai contribuenti che si trovavano nel periodo d’imposta successivo a quello in corso al 17 settembre 2011: per i soggetti passivi aventi l’esercizio coincidente con l’anno solare, il 2012 (Modello Unico 2013) è, pertanto, il primo periodo d’imposta di applicazione della novità normativa. L’utilizzo di tale codice presuppone, pertanto, che il valore di mercato del diritto di godimento sia superiore al corrispettivo pattuito a carico dell’utilizzatore, il quale consegue, quindi, un reddito diverso pari alla differenza tra questi due importi, assoggettato ad imposizione nella propria dichiarazione (rigo RL10, colonna 1, del Modello Unico 2013 – Persone Fisiche). Al ricorrere di tale ipotesi, i costi relativi al bene concesso in godimento non sono necessariamente indeducibili al 100%, ma in misura pari al rapporto tra l’importo tassabile in capo all’utilizzatore (ovvero l’eccedenza del valore di mercato del diritto di godimento rispetto al corrispettivo pattuito) e il valore di mercato del diritto di godimento. L’indeducibilità, tuttavia, non opera, e dunque il codice 34 non deve essere utilizzato, se il bene d’impresa concesso in godimento è già soggetto ad un regime di limitazione della deducibilità dei costi, come nel caso dei veicoli di cui all’art. 164 del D.P.R. n. 917/1986 (C.M. n. 24/E/2012, par. 4). Fermo restando il conseguimento di un reddito diverso in capo al socio o familiare beneficiario della concessione in godimento del bene d’impresa.
L’ultima novità afferente le altre variazioni in aumento è costituita dal codice “35”, riservato all’indicazione dei canoni di leasing indeducibili, ai sensi dell’art. 102, co. 7, del Tuir. La novità riguarda i contratti di locazione finanziaria stipulati dal 29 aprile 2012, per i quali – ai fini della rilevanza tributaria dei canoni – non è più richiesta una durata contrattuale almeno pari a quella minima fiscale (differenziata in base alla tipologia di bene oggetto dell’atto). Il codice “35” deve essere utilizzato, in particolare, se il contratto di locazione finanziaria è stato stipulato in data non precedente al 29 aprile 2012, e per una durata inferiore a quella minima fiscale individuata dalla suddetta norma: al ricorrere di tale ipotesi, la quota capitale dei canoni di leasing è stata imputata a conto economico in base alla durata contrattuale e, quindi, in misura superiore a quella ammessa fiscalmente, che continua ad essere determinata in basa alla durata minima fiscale, ovvero pari ad un periodo non inferiore ai due terzi del periodo di ammortamento fiscale desumibile dal D.M. 31 dicembre 1988, in relazione all’attività esercitata. Salvo che il bene oggetto del contratto di leasing rientri in una delle seguenti categorie:
·    immobili: se l’applicazione di tale regola conduce ad un risultato inferiore ad 11 anni oppure superiore a 18 anni, “la deduzione è ammessa per un periodo, rispettivamente, non inferiore a undici anni ovvero pari almeno a diciotto anni”;·    cespiti di cui all’art. 164, co. 1, lett. b), del Tuir: la deducibilitĂ  dei canoni di locazione finanziaria è ammessa per un periodo di ammortamento corrispondente al coefficiente di cui al predetto Decreto Ministeriale.  


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