Dichiarazioni d’intento, novità in arrivo

di @MicheleBana il 11/10/2013

Il Disegno di Legge n. 958/2013, in corso di esame al Senato, prevede la razionalizzazione di una serie di procedure ed adempimenti a cui sono tenute le imprese, tra i quali la comunicazione all’Amministrazione Finanziaria della volontà dell’esportatore abituale di effettuare una o più operazioni senza applicazione dell’Iva. In particolare, è previsto che – con riferimento alla operazioni da effettuarsi a partire dal 1° gennaio 2014 – tale adempimento non debba più essere assolto dal fornitore, ma direttamente dall’esportatore abituale, che deve, poi, provvedere a consegnare la dichiarazione d’intento al cedente o prestatore, unitamente alla ricevuta dell’avvenuta presentazione all’Agenzia delle Entrate. L’art. 22, co. 1, lett. a) del Disegno di Legge n. 958/2013 prevede, infatti una modifica dell’art. 1, co. 1, lett. c), del D.L. n. 746/1983,nel senso di stabilire a carico dell’esportatore abituale – in luogo dell’attuale consegna o spedizione al cedente o prestatore, ovvero presentazione in dogana – due specifici adempimenti, funzionalmente connessi:
·    prima, la trasmissione telematica della dichiarazione d’intento all’Agenzia delle Entrate, che provvede, quindi, al rilascio di un’apposita ricevuta;
·    poi, la predetta dichiarazione d’intento, unitamente alla predetta ricevuta emessa dall’Amministrazione Finanziaria, deve essere consegnata al cedente o prestatore, prima dell’effettuazione dell’operazione da non assoggettare all’applicazione dell’imposta.
Alla luce dell’introduzione dei suddetti adempimenti a carico dell’esportatore abituale, è altresi integralmente riformulato l’ultimo periodo dell’art. 1, co. 1, lett. c), del D.L. n. 746/1983, per effetto della quale il cedente o prestatore – dopo aver acquisito la dichiarazione d’intento dall’esportatore abituale, unitamente alla ricevuta elettronica di avvenuta trasmissione all’Amministrazione Finanziaria – dovrà provvedere a riepilogare, nella dichiarazione annuale Iva, i dati contenuti nelle lettere d’intento ricevute, già comunicate dal predetto cessionario o committente.
È, inoltre, riscritto il predetto co. 4-bis dell’art. 7 del D.Lgs. n. 471/1997, in virtù del quale il cedente o prestatore sarà tenuto, prima di effettuare l’operazione senza l’applicazione dell’Iva, ad accertarsi di aver ottenuto dal cessionario o committente la dichiarazione d’intento trasmessa da costui all’Amministrazione Finanziaria, unitamente alla ricevuta dalla stessa rilasciata: diversamente, nel caso di mancato addebito dell’imposta sul valore aggiunto, incorre nella citata sanzione del precedente co. 3, ovvero dal 100% al 200% dell’Iva non esposta in fattura.
L’art. 22, co. 3, del Disegno di Legge n. 958/2013 stabilisce, infine, che le predette novità normative di cui ai precedenti co. 1 e 2 si applicheranno a partire dalle dichiarazioni d’intento relative ad operazioni da effettuare, senza applicazione dell’Iva, a decorrere dal prossimo 1° gennaio 2014.
In virtù di quanto sopra illustrato, è, pertanto, possibile concludere che l’art. 22, co. 1-3, del Disegno di Legge n. 958/2013 prevede l’introduzione delle seguenti modifiche normative:
·    viene eliminato l’obbligo, attualmente a carico del fornitore dell’esportatore abituale, di comunicazione all’Agenzia delle Entrate dei dati contenuti nelle dichiarazioni d’intento ricevute;
·    l’adempimento della comunicazione all’Amministrazione Finanziaria viene trasferito all’esportatore abituale, che fruisce della non imponibilità Iva dell’operazione;
·    l’Agenzia delle Entrate rilascia un’apposita ricevuta telematica dei dati contenuti nella dichiarazione d’intento trasmessa dall’esportatore abituale;
·    quest’ultimo consegna al proprio cedente o prestatore la dichiarazione d’intento presentata all’Amministrazione Finanziaria, unitamente alla copia della ricevuta di trasmissione della stessa;
·    a seguito dell’acquisizione della dichiarazione d’intento dell’esportatore abituale, e della relativa ricevuta telematica rilasciata dall’Agenzia delle Entrate, il cedente o prestatore può effettuare l’operazione con l’esportatore abituale senza l’applicazione dell’Iva. Ciò presuppone, pertanto, che il fornitore si accerti preventivamente della ricezione della dichiarazione d’intento, al fine di non incorrere in una violazione, punibile con la sanzione di cui all’art. 7, co. 4-bis, del D.Lgs. n. 471/1997, riformulata per tenere conto della diversa modalità dell’adempimento;
·    il cedente o prestatore riepiloga, nella dichiarazione annuale Iva, i dati delle operazioni effettuate senza l’applicazione dell’imposta sul valore aggiunto nei confronti dei singoli esportatori abituali.
 
 

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