Spesometro anche per gli enti senza scopo di lucro

di @SavioEnrico il 22/11/2013

Il regime agevolativo di cui alla Legge n. 398/1991, inizialmente previsto per le sole associazioni sportive dilettantistiche affiliate alle Federazioni sportive nazionali o agli Enti di promozione sportiva riconosciuti dal Coni che non avessero conseguito, nel periodo d’imposta precedente, proventi commerciali superiori ad euro 250.000, è stato successivamente esteso – ad opera dell’art. 9-bis, D.L. n. 417/1991 – a tutte le associazioni senza fini di lucro e pro-loco, alle società sportive dilettantistiche, per effetto dell’art. 90, co. 1, Legge n. 289/2002 nonché alle associazioni bandistiche e cori amatoriali, filodrammatiche, di musica e danza popolare senza scopo di lucro, da parte dell’art. 2, co. 31, Legge n. 350/2003.
Tra le agevolazioni previste dalla norma in oggetto, accanto alla determinazione forfettaria del reddito imponibile Ires ed Irap (3% dei proventi commerciali), si ricordano anche quelle di carattere contabile. Infatti, i soggetti che optano per il regime di cui alla Legge n. 398/91 sono esonerati dagli obblighi di tenuta delle scritture contabili previsti dagli articoli 14 (libro giornale e degli inventari, registri IVA, scritture ausiliarie elementi reddituali e patrimoniali, scritture ausiliarie di magazzino), 15 (inventario e bilancio), 16 (registro beni ammortizzabili) , 18 (disposizioni sulla contabilità semplificata) e 20 (scritture contabili enti non commerciali) del D.P.R. n. 600/1973: ciò in quanto tali adempimenti sono sostituiti dalla conservazione e numerazione progressiva delle fatture di acquisto ed annotazione, anche con un’unica registrazione, entro il giorno 15 del mese successivo, dell'ammontare dei corrispettivi e di qualsiasi provento (conseguiti in ogni “mese solare”) nell’esercizio delle attività commerciali, con riferimento al mese precedente, nel modello di cui al D.M. 11 febbraio 1997 (registro Iva dei contribuenti minori), opportunamente integrato. Gli stessi soggetti effettuano il versamento trimestrale dell’Iva sulle operazioni commerciali entro il giorno 16 del secondo mese successivo al trimestre di riferimento, senza maggiorazione dell’1%.
Tutto ciò premesso, avendo l’art. 21, co. 1, del D.L. n. 78/2010 – così come modificato dall’art. 2, co. 6, D.L. n. 16/2012 – previsto la comunicazione telematica di tutte le operazioni rilevanti ai fini dell’imposta sul valore aggiunto per le quali è richiesta l’emissione della fattura (siano esse attive che passive), nonché di quelle per le quali tale emissione non sia obbligatoria, qualora di importo non inferiore ad euro 3.600 comprensivo di Iva, ha incluso implicitamente nel c.d. spesometro anche gli enti senza scopo di lucro che si avvalgono del regime di cui sopra.
Il coinvolgimento degli enti non commerciali è stato confermato dalla C.M. n. 24/E/2011, che al paragrafo 2.1 include, tra i soggetti obbligati, “gli enti non commerciali, limitatamente alle operazioni effettuate nell’esercizio di attività commerciali o agricole, ai sensi dell’articolo 4 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633”): non possono, pertanto, considerarsi esclusi nemmeno i soggetti economici che fruiscono di regimi fiscali e contabili di favore, fatta eccezione, per espressa previsione della medesima circolare (paragrafo 3.1), dei contribuenti minimi, che risulterebbero esonerati da tale adempimento.
L’adempimento dovrebbe riguardare esclusivamente le operazioni commerciali di competenza dell’esercizio in questione, compresi i costi promiscui: tuttavia, richiedendo il modello di comunicazione polivalente l’indicazione della “data di registrazione” e mancando per gli enti di cui alla Legge n. 398/1991 tale dato, in quanto esonerati dagli obblighi di contabilizzazione secondo le regole ordinarie, pare opportuno fare riferimento alla C.M. n. 24/E/2011, paragrafo 3.2, la quale sancisce che nel campo “data dell’operazione” dovrà essere indicata “in assenza dell’obbligo di registrazione, la data in cui le operazioni si intendono eseguite ai sensi dell’articolo 6 del DPR 633/72”.
In conclusione, occorre fare attenzione a non cadere nella semplificazione secondo la quale lo spesometro presentato dagli enti che fruiscono del regime di cui alla Legge n. 398/91 non debba includere le operazioni commerciali e promiscue passive per il semplice fatto che tale norma non preveda l’obbligo di effettuare le ordinarie registrazioni contabili: alla luce di quanto previsto dall’art. 21, del D.L. 78/2010 e precisato dalla C.M. n. 24/E/2011, emerge l’obbligo di effettuare una “comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini Iva” che hanno interessato l’area commerciale delle attività svolte dall’ente, e non di certo quello di tenere una ordinaria contabilità con i relativi obblighi di registrazione.
 

da www.notiziefiscali.it