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17 Ottobre

Comunicazione dei rapporti finanziari all’Anagrafe Tributaria

di il 17/10/2013

L’art. 7, co. 6, del D.P.R. n. 605/1973 stabilisce che le banche, la Poste italiane s.p.a., gli intermediari finanziari, le imprese di investimento, gli organismi di investimento collettivo del risparmio, le società di gestione del risparmio, nonchè ogni altro operatore finanziario, fatto salvo quanto disposto dal precedente co. 2 dell’art. 6 del medesimo Decreto per i soggetti non residenti, sono tenuti a rilevare e a tenere in evidenza i dati identificativi, compreso il codice fiscale, di ogni soggetto che intrattenga con loro qualsiasi rapporto o effettui, per conto proprio ovvero per conto o a nome di terzi, qualsiasi operazione di natura finanziaria ad esclusione di quelle effettuate tramite bollettino di conto corrente postale per un importo unitario inferiore ad euro 1.500.
I soggetti obbligati all’adempimento sono stati individuati dall’Agenzia delle Entrate, a cura del direttore, con il provvedimento 22 dicembre 2005, n. 188870, ricomprendendo, tra gli altri, anche le holding di partecipazioni, le società fiduciarie e i soggetti vigilati dalla Banca d’Italia.
La disposizione è stata attuata con l’emanazione, da parte del Direttore dell’Agenzia delle Entrate, del provvedimento del 19 gennaio 2007, che ha individuato, nella tabella allegata allo stesso, i rapporti oggetto di obbligatoria comunicazione all’Anagrafe Tributaria: ad esempio, i conti correnti e quelli di deposito, le gestioni patrimoniali, i certificati di deposito, i buoni fruttiferi, i contratti derivati su crediti, le carte di credito e debito.
L’Agenzia delle Entrate, con la C.M. 4 aprile 2007, n. 18/E (par. 3), ha, tuttavia, chiarito che sono esclusi dall’obbligo di comunicazione i rapporti aventi esclusivamente ad oggetto la prestazione di servizi di consulenza: devono essere segnalati anche i rapporti di cui siano titolari soggetti non residenti, quelli coperti dal c.d. “scudo fiscale” e quelli aventi come controparte un altro intermediario finanziario, ad eccezione di quelli che abbiano finalità di mero regolamento contabile (ad esempio, i conti reciproci interbancari, compresi quelli in divisa).
La disciplina sull’antiriciclaggio (D.Lgs. n. 231/2007) ha successivamente previsto che devono essere comunicati, unitamente ai rapporti in corso ed ai nominativi dei relativi titolari, anche i nominativi dei soggetti autorizzati ad operare su tali rapporti e di quelli che hanno effettuato qualsiasi operazione finanziaria al di fuori di un rapporto continuativo: le relative modalità attuative sono state definite dall’Agenzia delle Entrate, con il provvedimento direttoriale n. 31934/2008.
L’Amministrazione Finanziaria ha, inoltre, precisato che sono altresì soggetti all’obbligo di comunicazione le operazioni ed i rapporti intrattenuti presso le strutture operative estere delle banche e degli altri intermediari residenti in Italia (C.M. n. 42/E/2009): in tale sede, è stato altresì osservato che le informazioni riguardano anche i soggetti agenti in nome e per conto di terzi, in forza di deleghe e procure, con l’effetto che devono essere comunicati i dati sia del procuratore che del delegante, anche nell’ipotesi di gestioni “extra conto” (acquisti e vendite di divise estere, bonifici sull’estero, servizi eurogiro e c.d. moneygram).
L’art. 11, co. 2, del D.L. n. 201/2011 ha, infine, stabilito che gli operatori finanziari comunicano, per ciascun conto intrattenuto con i propri clienti, le seguenti informazioni: il saldo contabile esistente alla fine dell’anno precedente e di quello in corso, il totale degli accrediti ed addebiti effettuati nell’anno. Queste ultime disposizioni sono state attuate con il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate 25 marzo 2013, che ha stabilito le modalità ed i termini per l’invio da parte degli operatori finanziari dei dati relativi ai saldi dei rapporti e quelli aggregati delle movimentazioni, evidenziando il totale del “dare” e “avere” ai fini della comunicazione integrativa annuale all’archivio dei rapporti finanziari. Tale comunicazione integra, ma non sostituisce, quella prevista dai citati provvedimenti direttoriali del 19 gennaio 2007 e del 29 febbraio 2008, che hanno definito modalità a termini relativi all’obbligo degli intermediari finanziari di comunicare all’Anagrafe Tributaria l’esistenza e la natura dei rapporti finanziari intrattenuti con i propri clienti dal 1° gennaio 2005.
Il contenuto della comunicazione, relativamente ai predetti rapporti finanziari, è stato così stabilito dal medesimo provvedimento direttoriale 25 marzo 2013: i dati identificativi, compreso il codice fiscale, del soggetto persona fisica o non fisica titolare del rapporto, ovvero di chi ne ha la disponibilità, compresi procuratori e delegati; nel caso di rapporti intestati a più soggetti, i dati identificativi, compreso il codice fiscale, di tutti i contitolari del rapporto; i dati relativi alla natura e tipologia del rapporto, la data di apertura, modifica e chiusura, il saldo al 1° gennaio e 31 dicembre dell’anno considerato. Nell’ipotesi di rapporti iniziati in corso d’anno, deve essere indicato il saldo di apertura, mentre quelli estinti il saldo precedente alla chiusura; i dati relativi ai totali delle movimentazioni distinte tra dare ed avere per ogni tipologia di rapporto, conteggiati su base annua.
Devono, inoltre, essere comunicate periodicamente le modifiche intervenute nelle informazioni sopra elencate, comprese le cessazioni, nonchè le informazioni relative ai nuovi rapporti instaurati.
I suddetti dati devono essere ordinariamente comunicati entro il 20 aprile di ogni, ad eccezione di quelli relativi al 2012, che devono essere segnalati entro il 31 marzo 2014.
La comunicazione all’Anagrafe Tributaria deve riportare il codice fiscale dei soggetti cui le comunicazioni stesse si riferiscono, ed è utilizzata ai fini delle richieste e delle risposte in via telematica di cui all’art. 32, co. 1, n. 7), del D.P.R. n. 600/1973, e all’art. 51, co. 2, n. 7), del D.P.R. n. 633/1972.
Le informazioni comunicate sono altresì utilizzabili per le attività connesse alla riscossione mediante ruolo, nonchè dai soggetti di cui all’art. 4, co. 2, lett. a), b), c) ed e), del Regolamento di cui al D.M. n. 269/2000, per l’espletamento degli accertamenti finalizzati alla ricerca e all’acquisizione della prova e delle fonti di prova nel corso di un procedimento penale, sia ai fini delle indagini preliminari e dell'esercizio delle funzioni previste dall'articolo 371-bis c.p.p., sia nelle fasi processuali successive, ovvero degli accertamenti di carattere patrimoniale per le finalità di prevenzione previste da specifiche disposizioni di legge e per l’applicazione delle misure di prevenzione.



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