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27 Febbraio

Il calcolo dell’Irap riferita al costo del personale

di Sandro CERATO il 27/02/2013

In un precedente intervento si è focalizzata l’attenzione sull’individuazione delle somme oggetto di rimborso delle maggiori imposte sui redditi a seguito della mancata deduzione dell’Irap, come stabilito dall’art. 2, co. 1-quater, del D.L. n. 2012/2011. Come noto, tale disposizione ha previsto che la suddetta deduzione può essere fatta valere anche per i periodi di imposta precedenti a quello in corso al 31 dicembre 2012. Da ciò deriva che al contribuente (impresa individuale, società di persone e di capitali e professionisti) spetta il rimborso delle maggiori imposte sui redditi (Ires o Irpef) versate con riferimento ai suddetti periodi d’imposta, a seguito della mancata deduzione dell’Irap riferita al costo del lavoro dipendente o assimilato. Relativamente al rimborso per gli anni pregressi, in data 17 dicembre è stato approvato un apposito modello ministeriale per la richiesta da inoltrarsi in via telematica con una tempistica scaglionata in funzione del luogo in cui è stabilita la sede della società, o la residenza del contribuente.
L’aspetto più impegnativo riguarda l’individuazione della quota parte di Irap deducibile, poiché come detto tale deduzione è limitata all’Irap riferita al costo del personale, che deve quindi essere “scorporata” dal totale dell’Irap versata in ciascuno per periodi d’imposta che vanno dal 2007 al 2011. Posto che in ciascuno dei predetti periodi d’imposta, il contribuente ha normalmente versato il saldo dell’anno precedente e gli acconti per l’anno in corso, è necessario eseguire il seguente conteggio con riferimento alle due predette annualità:
  • al numeratore deve essere indicato il costo del personale indeducibile (escludendo quindi apprendisti, formazione lavoro, ecc., e comprendendo il costo del personale assimilato al lavoro dipendente, ed al netto di tutte le deduzioni previste in relazione al costo del lavoro);
  • al denominatore deve essere indicata la base imponibile Irap, ossia il valore della produzione (al netto di eventuali deduzioni) sul quale è stata calcolata l’Irap.
Dal predetto conteggio risulta la percentuale di incidenza del costo del lavoro rispetto alla base imponibile Irap, che dovrà essere determinata per le due annualità di “competenza” in relazione ai versamenti eseguiti in ciascun periodo d’imposta (uno riferito al saldo e l’altro agli acconti). Ad esempio, per l’individuazione dell’Irap deducibile nell’anno 2010, è necessario calcolare la predetta percentuale di incidenza sia per l’anno 2009 (al fine di individuare il quantum del saldo Irap 2009 deducibile), sia per l’anno 2010 (per l’individuazione del quantum degli acconti 2010 deducibile).
Leggendo le istruzioni al modello per l’istanza di rimborso emerge che, nel novero del costo del lavoro indeducibile (numeratore del rapporto), è necessario ridurre il predetto aggregato delle deduzioni spettanti ai sensi dell’art. 11, co. 1, lett. a), 1-bis, 4-bis e 4-bis1. Si tratta delle seguenti deduzioni:
  • contributi Inail, deduzione forfetaria per il cd. “cuneo fiscale”, i contributi assistenziali e previdenziali relativi ai lavoratori a tempo indeterminato, le spese per apprendisti, disabili e formazione lavoro, ed i costi sostenuti per il personale addetto alla ricerca e sviluppo;
  • indennità di trasferta per le imprese autorizzate all’autotrasporto di merci;
  • deduzione forfetaria dalla base imponibile, se la stessa non supera un determinato importo, e variabile in funzione dell’importo della stessa;
  • per le imprese che hanno componenti positivi del valore della produzione non superiori a euro 400.000, spetta la deduzione di euro 1.850 per ciascun lavoratore dipendente impiegato nel periodo d’imposta, con un massimo di cinque.
In merito alle descritte deduzioni, e richiamate nelle istruzioni del modello per il rimborso, a riduzione del costo del lavoro indeducibile, è opportuno evidenziare che quella forfetaria spettante in funzione del quantum di base imponibile (indicata nel co. 4-bis dell’art. 11) non è in alcun modo legata alla sussistenza del costo del lavoro, ragion per cui non sembrerebbe corretto che la stessa riduca il numeratore del rapporto per il calcolo della percentuale di incidenza. Tale deduzione, infatti, dovrebbe trovare allocazione solamente nel denominatore del rapporto stesso, a riduzione della base imponibile Irap, e non anche nel numeratore, poiché l’effetto che si realizza è ingiustamente penalizzante per le imprese che si vedono ridurre la percentuale di incidenza del costo del lavoro.



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