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6 Febbraio

Progetto di bilancio, deposito presso la sede sociale

di Michele BANA il 06/02/2013

L’art. 2429, co. 1, c.c. stabilisce che il progetto di bilancio (stato patrimoniale, conto economico e nota integrativa) deve essere comunicato, almeno 30 giorni prima dell’assemblea dei soci convocata per l’approvazione, all’organo sindacale e, ove esistente, al soggetto incarico della revisione legale dei conti, unitamente alla relazione sulla gestione, salvo il caso in cui ricorra la causa di esonero di cui all’art. 2435-bis, co. 7, c.c.: in altre parole, il progetto di bilancio delle società aventi l’esercizio coincidente con l’anno solare deve essere comunicato a tali organi di vigilanza ed auditing entro il 31 marzo 2013 (31 agosto 2013, per le imprese che hanno subito danni dal sisma del maggio 2012, ai sensi dell’art. 1 della Delibera del Consiglio dei Ministri dello scorso 31 gennaio) se l’assemblea è stata convocata per il 30 aprile 2013 (30 settembre 2013 nel caso previsto dal predetto provvedimento governativo). Nelle imprese prive del collegio sindacale e non soggette alla revisione legale dei conti, è peraltro sufficiente che il progetto di bilancio sia stato approvato dall’organo di gestione e depositato presso la sede sociale, almeno 15 giorni prima dell’assemblea convocata per l’approvazione, al fine di soddisfare il termine di cui all’art. 2429, co. 3, c.c., ovvero il 15 aprile 2013 (15 settembre 2013 per i soggetti che hanno subito danni dal sisma del maggio 2012), qualora non sussistano i requisiti per invocare il differimento della convocazione dell’assemblea dai 120 ai 180 giorni successivi alla chiusura dell’esercizio sociale. È il caso, ad esempio, delle s.r.l. non obbligate alla nomina del collegio sindacale, in quanto hanno un capitale sociale inferiore a 120 mila euro, non sono tenute alla redazione del bilancio consolidato né di quello ordinario, e non controllano una società obbligata alla revisione legale dei conti.
La predetta norma dispone, infatti, che il progetto di bilancio deve rimanere depositato presso la sede sociale, nei 15 giorni che precedono l’assemblea dei soci, e fino al momento della formale approvazione, unitamente ai seguenti documenti:
·      relazione sulla gestione;
·      relazione del collegio sindacale;
·      relazione del revisore legale dei conti;
·      copie integrali dell’ultimo bilancio delle società controllate ed ad un prospetto riepilogativo dei dati essenziali dell’ultimo rendiconto annuale delle imprese collegate.
A questo proposito, la Corte d’Appello di Milano, con la sentenza del 5 novembre 1993, ha stabilito che il rispetto del termine dei 15 giorni che precedono l’assemblea “va verificato con riferimento alla data in cui effettivamente i soci si sono riuniti ed hanno discusso il bilancio da approvare, perché è quello il momento in cui occorre che essi siano sufficientemente informati e possano esprimere una volontà meditata. Viceversa, è irrilevante che il termine non sarebbe stato adeguato ove si fosse tenuta in prima convocazione un’assemblea che invece non v’è stata, giacché, in tal caso, la lesione del diritto del socio, che avrebbe potuto verificarsi se l’assemblea si fosse svolta, non ha invece avuto alcuna reale occasione di materializzarsi”.
Lo scopo del deposito del bilancio presso la sede sociale è sostanzialmente quello di permettere ai soci, con ragionevole anticipo, di raccogliere ed esaminare le informazioni tese alla formulazione di un voto consapevole in assemblea. A ciò si deve aggiungere che, l’obbligo in parola deve considerarsi correttamente adempiuto anche se i relativi documenti risultino in concreto disponibili esclusivamente in orario d’ufficio e solo nei giorni feriali esclusi, dunque, i giorni festivi: in tali orari e giorni, nessun soggetto si deve opporre alla richiesta del socio di consultare il progetto di bilancio, pena l’annullabilità della delibera assembleare di approvazione del bilancio successivamente adottata, per violazione del diritto di informazione del socio (Cass. n. 560/2011). Per tale motivo, si ritiene altresì illegittimo il comportamento dell’organo di gestione che subordina la presa visione del socio del progetto di bilancio solo previo appuntamento. Peraltro, la giurisprudenza di merito (Trib. Milano 3 settembre 2003) ha ritenuto che l’obbligo di deposito del progetto di bilancio, presso la sede sociale, deve considerarsi efficacemente assolto nel caso in cui i documenti prescritti dalla legge siano stati preventivamente trasmessi non in forma cartacea, ma tramite posta elettronica e resi disponibili ai soci.
 



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